Scegli un profumo,
andiamo a conoscerlo.
Ogni scheda presenta una spezia, la sua storia e un’idea da cucinare.

01 / Il quaderno delle spezie
Pepe nero
Piper nigrum · Piperacee
Un grano rugoso, un giro di macinino, un calore familiare.
Schiaccia qualche grano e sentine il profumo prima di pepare. Il pepe nero conserva il rivestimento; maturità, lavorazione ed essiccazione ne variano le sfumature.
Coltivazione organizzata verso il 1900
Costa orientale, Nosy Be e Sambirano
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- Asia meridionale. Piper nigrum è una liana coltivata, diversa dai pepi selvatici malgasci. [3]
- Arrivo sull’isola
- Intorno al 1900, le prove di Ivoloina accompagnano lo sviluppo della coltivazione organizzata, che si estende a Nosy Be negli anni Venti. Questi riferimenti non provano la prima presenza della pianta del pepe sull’isola. [2]
- Regioni
- La costa orientale umida, con aree storiche a Nosy Be e nel Sambirano, nel nord-ovest. La FAO descrive le pianure costiere orientali come zona di produzione del pepe; ciò non permette di attribuire una percentuale attuale a ogni regione. [5][2]
- Parte utilizzata
- Frutto essiccato con il rivestimento, che si raggrinzisce e scurisce durante la lavorazione: nero, bianco e verde corrispondono a trasformazioni di Piper nigrum, non a tre specie. [1]
- Al palato
- Calore pepato e profumo aromatico le cui sfumature cambiano secondo il lotto, la maturità e l’essiccazione. [4]
- In cucina
- Da pestare per le marinate o macinare al momento di servire su carne, verdure, una salsa o frutta arrostita.
- Riferimenti di qualità
- Confronta grani puliti, un odore netto e un’origine documentata. Il calibro da solo non riassume la qualità. [1]

02 / Il quaderno delle spezie
Pepe bianco
Piper nigrum · Piperacee
Il grano cambia aspetto, il profumo merita un nuovo incontro.
Provalo in un purè o in una salsa chiara. Il pepe bianco proviene dalla stessa pianta del nero, senza il rivestimento. Il colore discreto non significa un gusto debole.
La storia della stessa pianta del pepe
Aree di Piper nigrum: est e nord-ovest
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- La stessa pianta sudasiatica del pepe nero. Una differenza di colore può quindi raccontare la lavorazione dopo la raccolta anziché una pianta o un paese diverso. [3]
- Arrivo sull’isola
- Condivide la storia della pianta del pepe coltivata in Madagascar, il cui sviluppo agricolo è documentato intorno al 1900. Le fonti consultate non stabiliscono una data distinta per l’introduzione della lavorazione in pepe bianco. [2]
- Regioni
- Aree di Piper nigrum sulla costa orientale e nel nord-ovest; la distribuzione specifica del pepe bianco non è stabilita. [2]
- Parte utilizzata
- Frutto il cui rivestimento esterno è rimosso prima dell’essiccazione finale. Secondo il metodo, la preparazione comporta ammollo, fermentazione controllata o decorticazione. [1][4]
- Al palato
- Un carattere pepato dal profilo diverso dal nero, con sfumature che dipendono dalla lavorazione. [4]
- In cucina
- Interessante in una salsa chiara, un purè o un pesce, quando si cerca il suo profumo e una macinatura visivamente discreta. Inizia con poco, poi regola.
- Riferimenti di qualità
- La decorticazione e l’essiccazione contano quanto la raccolta. Un odore di muffa o rancido è un difetto; un bianco molto pallido non è da solo un criterio di scelta. [1][4]

03 / Il quaderno delle spezie
Pepe granato
Denominazione commerciale da precisare per ogni lotto
Sotto il nome granato, grani dal profumo ancora da scoprire.
«Granato» è un nome commerciale: non precisa né la specie né la lavorazione. Per conoscerne il profumo, informati sul lotto e assaggialo.
Una denominazione commerciale
Origine del lotto da precisare
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- «Granato» è una denominazione commerciale, non una specie o un grado universale. [1]
- Arrivo sull’isola
- Non è stabilita una data d’introduzione specifica per questo nome.
- Regioni
- La regione di raccolta del lotto resta da precisare.
- Parte utilizzata
- Frutto venduto come pepe; specie e lavorazione da confermare.
- Al palato
- Il colore da solo non basta a prevedere il profumo o la forza.
- In cucina
- Da confrontare con il nero e il bianco, in piccola quantità, su un alimento semplice.
- Riferimenti di qualità
- Cerca l’identità botanica e la tracciabilità del lotto. La norma Codex distingue nero, bianco e verde, senza definire «granato». [1]

04 / Il quaderno delle spezie
Voatsiperifery
Piper spp. · Piperacee · identità botanica da distinguere da Piper borbonense
Un piccolo grano con la coda per cambiare il profumo di un piatto.
Prova qualche grano su un fungo arrostito o un boccone al cioccolato. Legno, terra e frutta sono piste da esplorare; ogni raccolto conserva le sue sfumature.
Una pianta delle foreste malgasce
Foreste umide orientali
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- Una spezia proveniente da liane endemiche del Madagascar. Il nome Piper borbonense resta frequente nel commercio, ma nel 2024 il Cirad sottolinea che l’assimilazione al pepe della Riunione non corrisponde all’identità dello tsiperifery malgascio. [6]
- Arrivo sull’isola
- Non è stato introdotto come pianta straniera. Gli usi locali precedono la notorietà gastronomica internazionale, che accelera negli anni Duemila e poi intorno al 2010. [6]
- Regioni
- Foreste naturali umide dell’est, dal litorale ai rilievi interni. È un’ampia area ecologica; le zone di raccolta variano e non coincidono con un unico terroir commerciale. [6]
- Parte utilizzata
- Piccoli frutti portati da liane rampicanti, generalmente riconoscibili dal piccolo peduncolo dopo l’essiccazione. [6]
- Al palato
- Note legnose, terrose e fruttate. La maturità alla raccolta e i trattamenti successivi modificano sensibilmente il risultato. [7]
- In cucina
- Da provare pestato su pesce, funghi, verdure arrostite o cioccolato. Aggiungerlo alla fine facilita il confronto dei profumi.
- Riferimenti di qualità
- Privilegia selezione, essiccazione controllata e raccolta conosciuta. Strappare le liane o abbattere gli alberi che le sostengono distrugge la risorsa dei raccolti futuri. [6][7]

05 / Il quaderno delle spezie
Bacche rosa
Schinus terebinthifolia · Anacardiacee
Piccole bacche rosa, un tocco delicato nel piatto.
Schiaccia qualche bacca sul formaggio fresco. Poco piccanti e leggermente dolci, portano tanto profumo quanto colore.
Coltivate dagli anni Quaranta–Cinquanta
Bongolava, Itasy, Anosy e DIANA
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- America meridionale. Le bacche rosa di questa specie provengono da un albero imparentato con l’anacardio; l’espressione «pepe rosa» non deve farle confondere con le liane del genere Piper. [10]
- Arrivo sull’isola
- La GIZ colloca l’inizio della coltivazione malgascia tra la fine degli anni Quaranta e gli anni Cinquanta, con l’insediamento di coloni creoli a ovest di Antananarivo. Il riferimento riguarda la coltivazione documentata, non necessariamente il primo albero sull’isola. [8]
- Regioni
- Bongolava e Itasy sono le aree storiche citate. La filiera si sviluppa poi in Anosy dagli anni Duemila; piantagioni e progetti sono documentati anche in DIANA, soprattutto intorno ad Ambanja e Ambilobe. [8]
- Parte utilizzata
- Piccoli frutti raccolti maturi, poi essiccati e selezionati. Il rivestimento rosa è fragile, quindi la manipolazione è importante. [9]
- Al palato
- Profumo aromatico, leggermente dolce, con una piccantezza limitata rispetto al pepe nero. [9]
- In cucina
- Da schiacciare leggermente su pesce, insalata, formaggio fresco o dessert alla frutta. Aggiungono una sfumatura aromatica oltre al colore.
- Riferimenti di qualità
- Privilegia un lotto pulito e profumato, con bacche sufficientemente intere. Un colore spettacolare non sostituisce la conoscenza della raccolta e della conservazione. [26]

06 / Il quaderno delle spezie
Cannella
Cinnamomum verum, sinonimo C. zeylanicum · Lauracee
Una corteccia arrotolata, un profumo caldo, tanti modi di cucinare.
La cannella è una corteccia lavorata. Lascia un bastoncino in infusione con mele o riso, oppure mescolala macinata a un impasto: passa dal dolce al salato.
Toamasina, Mahanoro, Mananjary e Maroantsetra
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- Sri Lanka per Cinnamomum verum secondo Kew. La cannella detta di Ceylon è coltivata anche in Madagascar; il nome botanico descrive la pianta, non necessariamente il paese di raccolta. [11][12]
- Regioni
- La scheda EDBM colloca le principali aree sulla costa orientale: Toamasina, Mahanoro, Mananjary e Maroantsetra. Queste località delineano una geografia della produzione, senza una graduatoria numerica recente. [13]
- Parte utilizzata
- Corteccia interna lavorata e poi essiccata, presentata in bastoncini, pezzi o polvere. Le foglie possono fornire un olio essenziale, ma non costituiscono la spezia in bastoncini. [12]
- Al palato
- Profumo caldo e aromatico. Le cannelle di tipo cassia provengono da altre specie del genere Cinnamomum; è meglio distinguere le specie che classificare ogni cannella dal solo colore. [12]
- In cucina
- Bastoncino da lasciare in infusione nel latte, in una composta o in una salsa; polvere per un impasto da torta o una miscela di spezie. La cannella si adatta anche ai piatti salati.
- Riferimenti di qualità
- Per scegliere la cannella, osserva la corteccia e il profumo. Spessore, presentazione e grado di macinatura orientano gli usi in cucina. [12]

07 / Il quaderno delle spezie
Chiodi di garofano
Syzygium aromaticum · Mirtacee
Un minuscolo bocciolo, un profumo che si fa spazio.
Questo piccolo chiodo era un bocciolo. Il suo profumo intenso dà rilievo a un brodo o a una composta. Aggiungilo gradualmente e assaggia durante la preparazione.
Sainte-Marie, anni Venti dell’Ottocento
Analanjirofo e costa orientale
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- Le Molucche, nell’attuale Indonesia. Il chiodo di garofano è un albero tropicale e la spezia non è né un seme né un frutto: si raccoglie il bocciolo prima che si apra. [14]
- Arrivo sull’isola
- Inizio del XIX secolo. Gli studi storici descrivono introduzioni a Sainte-Marie negli anni Venti dell’Ottocento e indicano il 1827 per l’avvio della coltivazione organizzata. Le date variano secondo che si parli delle prime piante o delle piantagioni. [15]
- Regioni
- La costa orientale, soprattutto Analanjirofo, costituisce la grande area descritta dagli studi del Cirad. Sainte-Marie occupa un posto storico importante in questa diffusione. [14]
- Parte utilizzata
- Bocciolo essiccato, dalla forma di un piccolo chiodo. La distillazione delle foglie alimenta un’altra filiera: quella dell’essenza di garofano. [14]
- Al palato
- Un profumo intenso e caldo, abbastanza potente da dominare rapidamente una miscela se se ne usa troppo. [16]
- In cucina
- Qualche chiodo intero in un brodo, una marinata o una composta, da togliere prima di servire. La polvere si usa in piccole quantità nei biscotti e nelle miscele di spezie.
- Riferimenti di qualità
- Osserva boccioli ben formati e un lotto correttamente selezionato. Gambi, chiodi spezzati e corpi estranei devono restare limitati; profumo ed essiccazione completano la valutazione visiva. [16]

08 / Il quaderno delle spezie
Curcuma
Curcuma longa · Zingiberacee
Sotto terra, un rizoma che porta il giallo in cucina.
Aggiungi un pizzico al riso o alle lenticchie. La curcuma porta il colore giallo e una sfumatura terrosa, leggermente amara; regola secondo il gusto.
Espansione commerciale negli anni Ottanta
Anivorano-Est, distretto di Brickaville
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- Una pianta domesticata in Asia meridionale, legata a una lunghissima storia agricola in India. La parte usata è un rizoma, cioè un fusto sotterraneo, come per lo zenzero. [18]
- Arrivo sull’isola
- Uno studio del Ministero dell’Agricoltura menziona una presenza antica sulla costa orientale e distingue una svolta molto più recente: la coltivazione commerciale si sviluppa ad Anivorano-Est negli anni Ottanta, seguita dalla vendita in lamelle essiccate negli anni Novanta. [17]
- Regioni
- Anivorano-Est, nel distretto di Brickaville in Atsinanana, è un’area precisamente documentata. Non va confusa con le altre località malgasce chiamate Anivorano. [17]
- Parte utilizzata
- Rizoma fresco, lamelle essiccate o polvere. Lavaggio, taglio, essiccazione e macinatura costituiscono fasi distinte della lavorazione. [17]
- Al palato
- Sapore terroso, caldo e leggermente amaro, con un potere colorante dal giallo all’arancio particolarmente marcato. [18]
- In cucina
- Per riso, verdure, lenticchie, una salsa o una miscela di spezie. Ne basta poco per colorare; aumenta poi secondo il gusto desiderato.
- Riferimenti di qualità
- Per scegliere la curcuma, considera composizione e provenienza. Colore e profumo accompagnano la scelta delle ricette. [18]

09 / Il quaderno delle spezie
Pili-pili
Capsicum spp. · Solanacee · specie da precisare secondo il lotto
Un piccolo frutto per chi ama dare vivacità al piatto.
Prepara una salsa con poco pili-pili, assaggia e servila a parte: ciascuno dosa nel proprio piatto.
Peperoncini in generale: est, ovest e altopiani
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- I peperoncini del genere Capsicum hanno origine americana. «Pili-pili» è un nome d’uso: non basta a identificare con certezza una specie, una cultivar o una piccantezza costante. [21]
- Regioni
- Per i peperoncini in generale, l’EDBM cita Atsinanana, Alaotra-Mangoro e Analanjirofo a est, Boeny a ovest, oltre a Vakinankaratra e Analamanga sugli altopiani. Questi dati non costituiscono una classifica specifica del solo pili-pili. [19]
- Parte utilizzata
- Frutto consumato fresco, essiccato intero, pestato, macinato o incorporato in una preparazione. La forma venduta cambia la facilità di dosaggio. [20]
- Al palato
- Varietà e lavorazione fanno variare la piccantezza. Assaggiane poco, poi regola il dosaggio. [20]
- In cucina
- Da dosare gradualmente in un rougail, una marinata o una salsa servita a parte, lasciando a ciascuno la scelta dell’intensità.
- Riferimenti di qualità
- Privilegia un peperoncino ben essiccato, dal profumo netto. Assaggiane poco per adattare il dosaggio al piatto. [26]

10 / Il quaderno delle spezie
Coriandolo
Coriandrum sativum · Apiacee
Qualche grano pestato, note agrumate da scoprire in un altro modo.
I grani di coriandolo sono piccoli frutti secchi dalle note agrumate, diversi dalle foglie. Pestali per una marinata o una miscela.
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- Dal Mediterraneo orientale al Pakistan occidentale secondo Kew. Questa pianta annuale appartiene alla stessa famiglia botanica di prezzemolo, cumino e carota. [22]
- Regioni
- I dati selezionati non stabiliscono un’area malgascia dominante. Alcune statistiche raggruppano coriandolo, anice, anice stellato e finocchio: il totale non va presentato come produzione del solo coriandolo.
- Parte utilizzata
- I «semi» da cucina sono botanicamente frutti secchi. Le foglie fresche servono da erba aromatica e hanno un profumo diverso: non si sostituiscono a parità di quantità. [23]
- Al palato
- I frutti pestati sviluppano note agrumate, calde e leggermente dolci. Le foglie hanno un carattere vegetale molto più vivace. [23]
- In cucina
- Frutti interi per una marinata o verdure sottaceto; macinati per un curry o una miscela casalinga. Una leggera tostatura può modificare il profumo: prova su piccole quantità.
- Riferimenti di qualità
- Schiaccia qualche seme per scoprirne il profumo e confronta l’omogeneità del lotto. La provenienza agricola completa questi riferimenti.

11 / Il quaderno delle spezie
Zenzero
Zingiber officinale · Zingiberacee
Un rizoma nodoso, un calore vivace e accenti di limone.
A fette, grattugiato o in polvere: scegli secondo il piatto. Zenzero fresco e secco danno risultati diversi; provali separatamente.
Atsinanana e Analanjirofo
Storia, regioni e riferimenti di qualità
- Origine
- Asia. La banca dati botanica di Kew colloca l’areale nativo dall’Himalaya orientale alla Cina centro-meridionale; la lunga storia di coltivazione spiega la presenza attuale in molti paesi tropicali. [24]
- Regioni
- Le filiere documentate della costa orientale comprendono Atsinanana e Analanjirofo. La cooperativa Mitsinjo, intorno ad Anivorano-Est, compare nei documenti di sviluppo accanto alla curcuma. [25]
- Parte utilizzata
- Rizoma ramificato, usato fresco o dopo essiccazione. È un fusto sotterraneo, anche se in cucina si usa comunemente la parola «radice». [24]
- Al palato
- Profumo vivace e agrumato accompagnato da un calore piccante. Fresco e secco non danno esattamente lo stesso risultato in un piatto. [24]
- In cucina
- Grattugiato in una marinata, tagliato a fettine per un’infusione culinaria o macinato in un impasto da torta. L’abbinamento con aglio o agrumi permette preparazioni semplici.
- Riferimenti di qualità
- Per il fresco, esamina consistenza e stato del rizoma; per il secco, confronta profumo e finezza della lavorazione. Questa scheda descrive una spezia coltivata sull’isola, senza annunciarne la disponibilità a catalogo.
I viaggi delle piante,
le loro radici qui.

Le spezie malgasce riuniscono diverse storie: alberi di garofano introdotti nel XIX secolo, sviluppo del pepe coltivato intorno al 1900, crescita più recente delle bacche rosa e presenza locale delle liane di voatsiperifery. L’arrivo di una pianta, la messa in coltura e le prime esportazioni non coincidono necessariamente. [14][2][8][6]
A cosa si riferiscono le date?
Le schede distinguono l’arrivo della pianta dallo sviluppo della coltura e segnalano le prime presenze ancora sconosciute.
Da una regione all’altra,
segui i profumi.
La mappa situa le aree di coltivazione documentate dalle fonti citate. [5]
Famiglie da conoscere,
differenze da scoprire.
Nero, bianco, verde
Nero, bianco e verde provengono da Piper nigrum. La maturità del frutto e la lavorazione fanno la differenza.
La bacca rosa ha la sua famiglia
La bacca rosa proviene da Schinus, un albero di una famiglia diversa da quella delle piante del pepe.
Incontrare i pepi della foresta
I voatsiperifery sono liane selvatiche malgasce del genere Piper, distinte dalla pianta del pepe coltivato.
Rizoma e corteccia in cucina
Con curcuma e zenzero cuciniamo un fusto sotterraneo; con la cannella, una corteccia. Il nome botanico aiuta in particolare a distinguere la cannella dalla cassia.
I riferimenti botanici dettagliati figurano nelle schede sopra.
Conservare i profumi
fino alla prossima ricetta.
La qualità si costruisce anche dopo la raccolta
Maturità, selezione, essiccazione, pulizia e conservazione influenzano il prodotto finale. Un bel colore o grandi dimensioni non riassumono queste fasi. Per confrontare due spezie, considera identità botanica, forma venduta, origine di raccolta e freschezza aromatica. Le indicazioni di certificazione, grado o anno devono corrispondere al lotto presentato. [26][4]
Conservare il profumo in un clima umido
Conserva le spezie in un contenitore pulito e ben chiuso, al riparo da umidità, calore e luce. Usa un cucchiaio asciutto ed evita di aprire il barattolo sopra il vapore di una pentola. Acquistare una quantità adatta al consumo facilita il ricambio. Un profumo attenuato e un odore di muffa non indicano lo stesso problema: il secondo segnala un deterioramento del prodotto. [26]
Altri profumi da scoprire.
Cacao e caffè sono prodotti aromatici che si possono abbinare alle spezie, ma costituiscono filiere distinte. Il Sambirano è un’area studiata per il cacao, la cui fermentazione ed essiccazione contribuiscono alla qualità. La citronella culinaria rientra tra le erbe aromatiche: le parti aeree profumano le preparazioni. Queste affinità di gusto non giustificano il confondere tutte le piante sotto un’unica specie o storia. [27][5][28]
Prosegui con il racconto dedicato alla vaniglia. Dall’orchidea al baccello profumato →
Per approfondire 28 riferimenti storici e botanici
Dossier verificato il 22 settembre 2026. I numeri nel testo rimandano ai riferimenti qui sotto. Le regioni descritte situano le coltivazioni; l’origine di ogni lotto si verifica separatamente.
- FAO / OMS · Norma per i pepi nero, bianco e verde, CXS 326-2017
- Archivi Madadoc · Principali prodotti agricoli: il pepe
- Kew, Plants of the World Online · Piper nigrum
- Shango et al., 2021 · Qualità del pepe prima e dopo la raccolta, scheda FAO AGRIS
- FAO / PAM, 2010 · Valutazione dei raccolti in Madagascar, geografia delle colture
- Cirad, 2024 · Voatsiperifery, pepe selvatico del Madagascar
- Weil et al., Fruits, 2014 · Trattamenti post-raccolta del pepe selvatico in Madagascar
- Ministero dell’Ambiente / GIZ, 2024 · Buone pratiche, capitolo sulle bacche rosa
- Progetto PIC 2.2, 2018 · Produzione di bacche rosa nella regione Anosy
- Studio scientifico, 2021 · Diversità di Schinus terebinthifolia nella foresta atlantica brasiliana
- Kew · Cinnamomum verum, origine e nomenclatura
- Kew · Cannella, una protagonista delle feste: cortecce, tipi e lavorazione
- Economic Development Board of Madagascar · Scheda della filiera della cannella
- Danthu et al., 2014 · Il garofano del Madagascar: un’introduzione riuscita, un futuro da costruire
- Levasseur et al., 2012 · Sistemi agricoli basati sul garofano a Sainte-Marie
- FAO / OMS · Norma per le parti floreali essiccate: chiodi di garofano, CXS 344-2021
- MINAGRI / PPRR, 2011 · Commercializzazione della curcuma ad Anivorano-Est
- Kew · Curcuma longa: pianta domesticata, rizoma e usi culinari
- Economic Development Board of Madagascar · Scheda della filiera pili-pili
- Programma di promozione dei redditi rurali · Sintesi della filiera del peperoncino
- FAO Ecocrop · Capsicum annuum: origine e coltivazione
- Kew · Coriandrum sativum: areale d’origine
- FAO / OMS, 2024 · Dossier scientifico sul coriandolo, allegato VIII
- Kew · Zingiber officinale: origine, rizoma e aromi
- EDBM, Investire in Madagascar, 2018 · Filiere Fanohana e Mitsinjo, pagine 20–21
- FAO · Garanzia di qualità di erbe e spezie: raccolta, essiccazione, selezione e conservazione
- Descroix et al., 2016 · Le piantagioni di cacao del Sambirano, qualità e trasformazione
- Kew · Citronella, nomi botanici e parti utilizzate
Informazioni sulle immagini e sulla mappa
Le composizioni editoriali sono create con assistenza IA. Le fotografie conservate sono accreditate qui sotto; i luoghi sono precisati quando documentati.
- Pepe nero in grani, Kerala (India). · Misterneedlemouse · CC0. Formato WebP e ritaglio di visualizzazione.
- Pepe bianco in grani, Kerala (India). · Misterneedlemouse · CC0. Formato WebP e ritaglio di visualizzazione.
- Bastoncini di Cinnamomum verum dello Sri Lanka. · Simon A. Eugster · CC BY-SA 3.0. Formato WebP e ritaglio di visualizzazione.
- I boccioli essiccati del chiodo di garofano. · Jorge Barrios · Pubblico dominio. Formato WebP e ritaglio di visualizzazione.
- Il giallo intenso della curcuma in polvere. · Elke Wetzig (Elya) · CC BY-SA 3.0. Formato WebP e ritaglio di visualizzazione.
- Frutti secchi di coriandolo, Gujarat (India). · Misterneedlemouse · CC0. Formato WebP e ritaglio di visualizzazione.
- Lo zenzero è un rizoma. · Malcolm Koo · CC BY-SA 4.0. Formato WebP e ritaglio di visualizzazione.
- Voatsiperifery di Fianarantsoa. Collezione del Muséum de Toulouse. · Didier Descouens · CC BY-SA 4.0. Formato WebP e ritaglio di visualizzazione.
Mappa di base: Natural Earth, pubblico dominio. I punti situano i luoghi citati, senza rappresentare le superfici coltivate.
