Candeur Malagasy, un desiderio nato dai profumi della mia isola
Di Brenda · Nosy Be · Pubblicato il · Aggiornato il
Dopo gli studi a Nosy Be, cercavo la mia strada. I posti di lavoro vengono soprattutto daalberghi e ristorazione ; piuttosto timida, preferivo un progetto concreto in cui prendermi il tempo di provare. Ho iniziato dagli odori della mia isola.
Dopo gli studi, seguire i profumi di Nosy Be
Il profumo diylang-ylang al mattino, la vaniglia Bourbon al mercato diHell-Ville, il chiodo di garofano la sera: volevo portare queste fragranze a casa. Trovavo pochi oggetti capaci di evocare così la mia isola dei profumi.
Prima una cera, uno stoppino e la vaniglia
Ho iniziato con una candela, con lo stoppino e la fiamma da osservare. Ho scelto la cera d’api di Nosy Be, l’olio di cocco e la vaniglia Bourbon, cercando una fiamma regolare e un profumo vicino al baccello.
Lasciare al profumo il tempo di farsi sentire
Sento la vaniglia farsi strada nel corso delle prove. La stanza, i movimenti dell’aria e il tempo di accensione cambiano questa percezione e guidano le mie regolazioni.

Ritrovare la vaniglia in altri gesti
Gli oli sono arrivati dopo, per prolungare il profumo. Mantengo i miei riferimenti: materie che conosco, formule semplici e il profumo del baccello per confrontare.
I riferimenti che conservo in laboratorio
- Fedeltà : vaniglia calda e legnosa.
- Pulizia : formule curate, senza fronzoli.
- Radicamento locale : cera d’api acquistata a Nosy Be e produzione in piccole serie sull’isola.
- Calma : un profumo che si diffonde gradualmente.
Dalle mie prove alla tua scelta
Questo racconto viene dal mio laboratorio a Nosy Be.
I profumi continuano in Nosy Be, la mia isola dei profumi e Dalle candele agli oli: prolungare il profumo.
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